L’ultimo saluto per il mio amato Babbo

Oggi è un giorno di dolore per noi, come famiglia e per tutti voi che avete conosciuto e amato mio padre. Siamo qui per dargli l’ultimo saluto e siamo ancora tutti increduli e senza un perché, dalla sera del 23 ottobre in cui ci ha lasciati.

Non sappiamo ancora come sia successo e certamente anche, quando lo sapremo, non basterà a darci una spiegazione della sua mancanza, né ad attutire il dolore, né riempire il grande vuoto che ha lasciato in tutti noi.

Voglio parlare di 3 cose: un ricordo personale di mio padre, un ricordo della sua fede e parlare dell’oggetto della sua fede, che lo ha sostenuto fino all’ultimo momento e anche ora continua a sostenere me e la nostra famiglia.

Oggi voglio fare mie le parole di un uomo che ha conosciuto la sofferenza del lutto e quella fisica. Giobbe, che tutti conosciamo per la sua proverbiale pazienza, nei tragici momenti in cui sperimentò la perdita improvvisa dei suoi cari, affermò: “«…  il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE». Giob 1:21

Anche io oggi benedico il Signore e lo ringrazio perché ha donato a me e mia sorella un padre come nostro padre. Per aver donato a mia mamma, con cui ha camminato insieme per 55 anni della sua vita, un marito come lui. Per aver dato un nonno speciale ai suoi nipotini che lui amava profondamente

Benedico il Signore, che ci da la vita e ha stabilito i nostri giorni e che poi ci chiama a Se e per Lui questo è un momento di grandissimo valore.  Benedico il Signore, perché so che questo distacco, dolorosissimo in questi giorni e non meno doloroso, man mano che il tempo passerà, non è un addio per noi, ma un arrivederci.

So che tanti di voi, iniziando da mia mamma, mia moglie, i nostri parenti, i fratelli in fede e tutti gli amici (perché mio padre ha avuto tanti amici!), potreste dire tante cose o raccontare vari aneddoti su di lui.

Io stesso potrei dire tante cose e ricordi di lui, che custodirò nel mio cuore, ma soprattutto voglio ricordare alcune cose che lo hanno caratterizzato. Era un uomo con pregi e difetti; ma anche disposto ad riconoscere i suoi errori.

Babbo era un gran lavoratore. Amava il suo lavoro e lo faceva con passione. Ha sempre dato il suo meglio e non ci ha mai fatto mancare nulla. Ha costruito casa nostra praticamente da solo e l’ha curata, magari “murrugnendi” (espressione dialettale che significa “brontolando”), fino a poco prima di entrare in ospedale.

Babbo era un uomo con un profondo amore per la giustizia. Amava la verità e non riusciva a stare zitto davanti alle ingiustizie, non solo se riguardavano lui, ma anche gli altri. Era un combattente e non si preoccupava se ciò gli avrebbe procurato perfino un danno.

Babbo era un incoraggiatore. Mi ha sempre incoraggiato, mi ha sempre sostenuto e non solo a me, ma anche a mia sorella e anche ai nostri figli. Quante volte ci ha ripetuto “son fiero di voi!”.

In questi giorni ho parlato con tante persone, anche giovani, che mi hanno detto di quanti consigli hanno ricevuto da lui. Stamattina le infermiere mi hanno detto che ha lasciato un ricordo profondo e speciale in loro …

Era una persona leale e schietta, un libro aperto. Amava parlare (anche troppo!)

Me lo immagino ancora nelle sue passeggiate a Balai con il suo cagnolino Darko, o a San Gavino, fermarsi a parlare con tutti …

Babbo era un uomo dolce. Uno dei pochi uomini che ho conosciuto che sapeva commuoversi senza alcun timore davanti ad altri, anche solo parlando delle persone che voleva bene o delle cose che amava o in cui credeva profondamente.

Tra le cose che più ho ammirato di mio padre è che non si è mai vergognato di Gesù! Tutti quelli che lo hanno conosciuto hanno saputo della sua fede. Ne parlava sempre (forse non sempre nel modo migliore), ma solo per il desiderio che le persone che conosceva potessero credere e sperimentare la bellezza di seguire Gesù, come lui.

Aveva una fede semplice e profonda. Leggeva tanto per essere pronto per rispondere alle domande che gli avrebbero potuto fare, per avere una risposta giusta (ogni tanto faceva un po’ di confusione … babbo mio!) ma era un uomo appassionato per Gesù e la Sua parola. Un esempio per me anche in questo!

Oggi sembrerebbe che tutto sia finito, che possiamo aggrapparci, ormai, solo al ricordo. Questa bara sembra dirci che la morte, sia un nemico invincibile.  Nessuno di noi può farci niente, nessuno può contrastarla quando arriva.

Ma noi non abbiamo nessuna intenzione di celebrare la morte oggi, ma la vita!

Celebrare la vita che Dio ha dato a mio padre, tanti anni fa, per mezzo della fede in Gesù! Vita che adesso babbo sta già sperimentando pienamente.

Babbo non è stato “rapito” dalla morte, al contrario è stato “assorbito” dalla vita!

Per questo, come famiglia abbiamo scelto un verso della Bibbia per questo giorno:

Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». «O morte, dov’è la tua vittoria?O morte, dov’è il tuo dardo?»Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. 1Cor 15:54-57

L’apostolo Paolo sta scrivendo riguardo l’essenza della fede cristiana, sulla quale la fede si regge o crolla: credere alla risurrezione di Gesù e alla risurrezione dei morti; credere che la nostra vita non è solo questa terrena. “Se abbiamo sperato in Cristo solo per questa vita siamo i più miseri di tutti gli uomini”(15:19)

Questa verità è il più grande incoraggiamento per noi in questo momento di dolore e separazione, perché ci permette di vivere il nostro dolore nella speranza della risurrezione. Questa è la verità in cui mio padre ha creduto e per cui, so che ora lui – anche se separato temporaneamente da noi – è vivo, alla presenza di Gesù!

L’essenza del Vangelo di cui l’apostolo Paolo sta parlando – la buona notizia – che la morte non è l’ultima parola della nostra vita, ma c’è ancora vita – una migliore – dopo la morte! E questo per mezzo di Gesù Cristo è risorto dai morti tre giorni dopo la sua crocifissione, come le Scritture dell’Antico Testamento hanno annunciato, secoli prima.

Ma non basta avere un vago senso o speranza di vita  dopo questa vita. La fede deve essere ben riposta in Colui che è in grado di mantenere per sempre le Sue promesse. L’apostolo Paolo spiega  in che modo la morte è stata vinta e perché.

La morte è reale, dolorosa, acuta. Paolo la descrive come la conseguenza di una freccia scagliata con forza. La punta di questa freccia, dice, è il nostro peccato.

La prima verità che Paolo ci rivela, in realtà ci fa male, ma è necessaria: il nostro peccato ci condanna davanti a Dio.

“Non c’è nessun giusto, neppure uno” e “il salario del peccato è la morte” è scritto in un’altra parte del NT.

È la legge di Dio – che imprime forza al peccato – perché stabilisce ciò che siamo incapaci di fare e perciò ci condanna; non solo commettere gravi mancanze verso qualcuno, ma addirittura pensare male di qualcuno. Non solo commettere un peccato, ma nascere nel peccato. Non solo commettere il male, ma non essere capaci sempre di fare il bene. Non aver compiuto mille peccati, ma anche uno solo.

Dio non può chiudere un occhio sul peccato, non esistono peccati veniali! Ogni peccato, dice la Bibbia, è tristemente e semplicemente mortale!

Ma c’è una grande buona notizia che viene in soccorso a noi che altrimenti saremo senza speranza.

Una buona notizia viene da Dio stesso. Paolo dice che la morte “è stata” sommersa nella vittoria. Questo è un evento già avvenuto. E a causa di questo Dio “ci da la vittoria”. Questo è un evento attuale, non futuro, che possiamo sperimentare oggi!

Non c’era rimedio alla nostra condizione davanti a Dio. La nostra morte fisica ci porterebbe direttamente a dover rispondere del nostro peccato davanti al Suo giusto giudizio. Ma c’è stato qualcuno che ha affrontato il giudizio di Dio e ha vinto la morte per quanti credono in Lui.

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Giusto, senza peccato, è stato crocifisso.

Lui stesso volontariamente è andato alla croce, per portare su di se il nostro peccato e pagare davanti a Dio la nostra condanna, liberandoci dalla morsa mortale del peccato. Tagliando il pungiglione alla freccia del peccato!

Ha dato la Sua vita per noi, affinché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia vita eterna! Ma non è soltanto morto in croce, è risorto dai morti.

Per questo Paolo parla al passato. La morte è stata sommersa dalla vittoria di Cristo, con la sua risurrezione. Garanzia della risurrezione a vita di chi crede in Lui.

Per mezzo della fede, per sola grazia di Dio, senza opere meritorie da parte nostra, ma solo credendo nell’efficacia del sacrificio di Gesù per noi, la vittoria di Cristo ci è applicata nello stesso momento in cui crediamo. Perciò Paolo parla al presente.

Lui racconta di come questa verità avesse cambiato radicalmente la sua vita. Lui che perseguitava i cristiani e si reputava il primo dei peccatori, ma che fu trasformato in una persona nuova nel suo incontro col Signore risorto sulla via di Damasco.

Questo è stato vero anche per babbo. Circa 28 anni fa (aveva quasi la mia età attuale) babbo ha creduto in Gesù. Ha riconosciuto di essere un peccatore meritevole del giudizio di Dio e ha creduto per fede nella morte e risurrezione di Gesù per la sua giustificazione e ottenere la vita eterna.

Da quel momento Lui voleva raccontare a tutti la grazia di Dio che aveva ricevuto!

Per la vittoria di Cristo sulla morte, Babbo ora sta vivendo pienamente alla presenza di Gesù! E questo è ciò che Lui e ogni credente desidera più di ogni altra cosa!

E questo è ciò che babbo desiderava per i suoi parenti e amici e ciascuno a cui parlava del Vangelo: una nuova vita seguendo Gesù, una speranza viva di essere con Lui per l’eternità, sapendo che la morte fisica non è l’ultima parola, ma la risurrezione per una vita con Cristo! Il suo corpo mortale ha rivestito ora immortalità  e un giorno, avendo la stessa fede in Gesù lo rivedremo davvero e gioiremo ancora con lui alla presenza del nostro Salvatore Gesù Cristo!

… ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo!

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